Facciamo 2 chiacchiere
Viaggi, libri, film e altro ancora…

La versione di Barney

febbraio 17th, 2011by Ortensia
La_versione_di_BarneyDiversi anni fa avevo letto il romanzo e l’ho trovato fantastico. Intelligente, anticonformista, ironico. Il modo stesso in cui il libro è scritto è fuori dai soliti schemi: Barney scrive la sua versione (da qui il titolo) per difendersi dall’accusa di aver ucciso il suo amico. Ma il suo scritto è come la sua vita: disordinato, confusionario, pieno di errori. Il libro viene quindi pubblicato postumo da suo figlio, che a differenza del padre è precisissimo, che accompagna lo scritto originario con una serie di commenti e correzioni.
Il romanzo scatenò però grandi polemiche, perché è “politicamente scorretto”. Basti pensare al modo in cui lo scrittore, ebreo, parla degli ebrei; la spietatezza con la quale critica i tratti più conformisti, un tempo si sarebbe detti “borghesi”, dei suoi correligionari. Non si può quindi rimanere indifferenti. O lo si ama moltissimo o lo si disprezza.
Ero quindi curiosa di vedere il film, chiedendomi se sarebbe stata o no un delusione.
Non lo è stata.
Ovviamente del libro è rimasto pochissimo: vagamente la storia, neanche del tutto esatta, i personaggi, anche questi non tutti e non del tutto coincidenti. Ed è rimasto poco anche di Barney, solo appena tracciato rispetto a quanto fa il libro. D’altronde si tratta di “un libro di parole” e invece il cinema è fatto più di immagini.
Ma quello che è rimasto mi è piaciuto molto.
Come il libro, anche la versione cinematografica ha scatenato reazioni contrastanti, provocate secondo me dalla posizione in cui ci si mette rispetto alla storia e al personaggio (e forse non solo). Proprio perché è politicamente scorretto non può essere giudicato su un piano morale. Mi viene in mente “La città vecchia” di De André . Forse la chiave è nell’ultima strofa della canzone: “Se tu penserai, se giudicherai, da buon borghese, li condannerai a cinquemila anni più le spese, ma se capirai, se li cercherai fino in fondo, se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo.”
Solo che a differenza della canzone di De Andrè, in cui si invita in qualche modo alla pietà e i personaggi tracciati vengono considerati comunque vittime, Barney non chiede scusa, non vuole pietà.
Sbaglia e paga tutti i suoi errori, dai più piccoli ai più grandi ma rivendica per sé proprio questa libertà, quella di poter trasgredire, senza nessuno che moralisticamente lo giudichi, gli faccia la predica o soprattutto glielo impedisca.
Due  scene – quella del matrimonio e quella del bordello – sono per me eccezionali.
Barney dice al neo suocero: “Se mio padre vuole ubriacarsi e rendersi ridicolo, bene, ha il diritto di farlo e verrà giudicato per questo. E tu non permetterti di intrometterti.”
E trovo che la fine del padre, morto dopo aver fatto per l’ultima volta l’amore con una ragazza che, anche se ha scelto per mestiere di vendere il suo corpo, è piena di umana pietà, tanto che piange disperata per lui, sia meglio che finire su una sedia a rotelle con il pannolone e costretto ad essere imboccato.
Il rapporto con il padre poi io l’ho trovato meraviglioso, fuori dalle convenzioni ma di una rara intensità.
Certo la fine è triste, ma come purtroppo è spesso la vita.
  • Share/Bookmark

Another Year

giugno 9th, 2010by Ortensia

Le vie del cinema da Cannes a Roma Another YearIeri sera “Le vie del cinema da Cannes a Roma” hanno portato Another Year al Nuovo Sacher.

Quando ero ragazza si chiamava semplicemente Nuovo ed era uno dei cinema di “seconda visione” molto amati dai giovani, perché il biglietto costava poco ma i film che arrivavano, anche se con un po’ di ritardo rispetto alla “prima visione”, erano molto buoni.

Ora è di Nanni Moretti, che lo ha reso molto piacevole con i tavolini del bar, la piccola libreria dove si trovano pubblicazioni sul cinema e DVD e con le sue poltrone comode e spaziose, che danno la possibilità di allungare le gambe alle persone alte, con cui di solito sono in compagnia.

  • Share/Bookmark

La nostra vita

giugno 6th, 2010by Ortensia

La nostra vita filmHo visto La nostra vita e mi è piaciuto molto. È la storia di un operaio edile, molto capace e anche un po’ disinvolto, sposato con due figli e in attesa di un terzo. La moglie, a cui è legato da un rapporto molto forte, fatto di confidenza, affetto, passione, complicità, muore nel dare alla luce il figlio e lui si trova solo ad affrontare la vita senza di lei e con tre bambini piccoli. Riesce a reagire, pagando però un conto molto salato, negando l’enorme dolore che ha dentro.

  • Share/Bookmark

Non esiste saggezza

maggio 26th, 2010by Ortensia

Non esiste saggezza Gianrico CarofiglioHo appena finito “Non esiste saggezza” di Gianrico Carofiglio. L’ho letto tutto d’un fiato.

Mi piace molto questo autore: in questo link troverete una sua intervista. L’ho scoperto qualche anno fa e, come mi accade con altri scrittori che leggo volentieri, compro il loro libri appena escono in libreria. In questo caso ho anche una dedica scritta di pugno di Carofiglio, che quel giorno si trovava in libreria a firmare le copie della sua raccolta di racconti.

Di solito preferisco i romanzi ai racconti brevi, ma questo fa un’eccezione. Le storie presentate nel libro sono tutte estremamente dense, e riescono ad esprimere tanto in poche parole.

  • Share/Bookmark

Agorà: vita e morte di Ipazia di Alessandria

aprile 30th, 2010by Ortensia
Agorà film di Amenabar

È da pochi giorni uscito nelle sale cinematografiche italiane Agorà il film del regista cileno Amenabar che racconta la vita di Ipazia, figlia di Teone, matematico e insegnante vissuto ad Alessandria d’Egitto nel IV secolo d.C.

Dapprima allieva del padre, superò il suo maestro e divenne una scienziata di altissima levatura e l’ultima direttrice della Scuola Alessandrina.

Socrate Scolastico (storico vissuto fra il 380 e il  440 d.C.)  scrive che “era giunta a tanta cultura da superare di molto tutti i filosofi del suo tempo, a succedere nella scuola platonica riportata in vita da Plotino e a spiegare a chi lo desiderava tutte le scienze filosofiche. Per questo motivo accorrevano da lei da ogni parte tutti coloro che desideravano pensare in modo filosofico”.

  • Share/Bookmark